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Guida autonoma: il nuovo scenario assicurativo

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Nel linguaggio comune il termine “guida autonoma” sta prendendo sempre più piede, facendo presagire per il mondo dei guidatori la possibilità di viaggi e spostamenti che, fino a poco tempo fa, avevano un sapore di vera fantascienza.

Ma cosa si intende per auto a guida autonoma? Il termine comprende tutti quei veicoli che sono in grado di svolgere in maniera automatica le stesse attività che il guidatore effettua all’interno di un’auto tradizionale. Le auto autonome, infatti, sono dotate di una funzionalità ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), ovvero di un insieme di dispositivi, come radar, GPS, sensori e camere che, senza l’intervento umano, hanno l’obiettivo di aumentare la sicurezza su strada e di garantire un maggior comfort alla guida, informando il conducente in tempo reale sugli eventuali pericoli e supportandolo nel prendere decisioni tempestive e corrette.  

Il settore Automotive sta quindi vivendo una vera e propria rivoluzione e le ricerche in materia calcolano che le vendite di self-driving cars potrebbero toccare il numero di 5 milioni entro il 2026.

Le nuove tecnologie, però, oltre ai miglioramenti tecnici, stanno aprendo nuovi scenari anche in ambito comportamentale e il settore assicurativo sta già pensando a come rispondere in maniera esaustiva al nuovo contesto delle smart cities. Il primo passo, infatti, sarà quello di ripensare al calcolo del rischio in tema di circolazione su strada e a proporre nuove soluzioni assicurative adatte al maggior grado di sofisticazione delle auto.

La trasformazione si presenta, dunque, lenta e inesorabile.. Ma chi saranno i soggetti maggiormente coinvolti dalla nuova ondata tecnologica?

  • In primo luogo le imprese costruttrici d’auto, che potrebbero risentire di un aggravio di responsabilità alla luce dell’aumento di interazione dei sistemi hardware e software; anche dopo la vendita, infatti, le Case madri saranno tenute ad un costante controllo e aggiornamento dei sistemi, con un aumento di responsabilità nel caso di eventuali sinistri;
  • i gestori delle infrastrutture delle smart cities, che saranno responsabili della sicurezza dei sistemi stradali e autostradali, con la definizione di un quadro tecnico operativo in linea con i nuovi sistemi tecnologici;
  • il mondo assicurativo, che dovrà integrare i prodotti RC Auto classici con l’offerta di cyber insurance, ovvero di coperture in grado di rispondere nel caso in cui il veicolo venga hackerato.

A dirimere le questioni sarà la telematica della black box, la scatola nera che potrebbe rivelarsi fondamentale per accertare colpe e responsabilità, integrando informazioni sullo stile di guida e livello di distrazione con la quantità dei km percorsi e il contesto stradale.

I dubbi sui prossimi scenari, quindi, sono ancora molti e ipotizzare con sicurezza come sarà la mobilità del futuro è sicuramente difficile. La tecnologia, però, corre.. E tutti i settori dovranno trovare le giuste risposte per rimanere al passo con i tempi.

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