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Telemedicina: la sfida che connette medico e paziente

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La nuova tendenza del terzo millennio si chiama telemedicina ed evidenzia come l’evoluzione della tecnologia impatti sempre di più sull’assistenza dei pazienti e l’intelligenza artificiale sia la nuova sfida del settore sanitario.

Descrizione del fenomeno e diffusione

La telemedicina è definita come una modalità di erogazione dei servizi di assistenza sanitaria tramite il ricorso a tecnologie innovative in situazioni in cui il professionista della salute e il paziente non si trovano nello stesso luogo. Si tratta di una rivoluzione culturale delle politiche e dei sistemi sanitari che ha come obiettivi il miglioramento della salute, dell’assistenza e dell’esperienza sanitaria dei pazienti, il supporto dei medici, la rapidità della  ricerca scientifica e l’abbattimento dei costi. Le Istituzioni dell’Unione Europea si sono impegnate con una specifica «azione chiave» di coinvolgimento degli Stati membri per diffondere i servizi di telemedicina entro il 2020, ma la diffusione europea di questa nuova modalità operativa è ancora disomogenea.

Nei Paesi della Svezia e della Norvegia, ad esempio, il fenomeno è altamente diffuso sin dal 2006 grazie alle scelte politiche nazionali d’investimento sull’utilizzo di diverse soluzioni di e-health, come Televisita (paziente-medico), telemonitoraggio, teleconsulto radiologico, Tele-patologia e altri servizi per il miglioramento della cura dei tumori. La telemedicina è ormai un punto di forza anche per Paesi come Spagna, Gran Bretagna e Francia, i quali, da oltre un decennio, hanno avviato programmi di collaborazione tra i Servizi Sanitari Nazionali, settore industriale, associazioni professionali e  organizzazioni sociali, come la Telesalute e la Teleassistenza.

In Italia, invece, l’Osservatorio Nazionale e-Care, istituito nel 2007 dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con il Ministero della Salute e altre regioni italiane, ha costruito una mappa di reti e-care non solo per favorire lo scambio delle buone pratiche e delle correlate tecnologie, ma soprattutto per migliorare l’accessibilità e l’efficacia dei servizi erogati on line ai cittadini.

Le linee guida

Le linee di indirizzo sulla Telemedicina, pubblicate dal Ministero della Salute nel 2012, introducono e valorizzano la nuova sfida per tutte le realtà sanitarie. In quest’ottica le Istituzioni sostengono che l’innovazione tecnologica possa realmente contribuire a una riorganizzazione dell’ assistenza sanitaria con modelli incentrati sul cittadino e facilitando l’accesso alle prestazioni sul territorio nazionale. L’obiettivo è diffondere i servizi di telemedicina concretamente integrati nella pratica clinica, rispondendo in modo efficace ai nuovi bisogni di salute dei cittadini.

Gli obiettivi

La telemedicina non vuole sostituire la figura del medico ma, contrariamente a quanto si possa pensare, ogni singolo professionista sanitario può far parte del cambiamento e avvalersi delle potenzialità delle nuove tecnologie e degli esperti in scienza dei dati. Tale collaborazione deve essere costruita mantenendo come obiettivo la salute del paziente e concentrandosi sulla connessione tra medico, paziente, strutture sanitarie e informazioni. Per esempio, attraverso queste nuove modalità operative, il cittadino potrebbe essere facilitato nell’entrare in un percorso di cura personalizzato, oppure l’operatore sanitario potrebbe confrontarsi in maniera agevolata con i suoi colleghi in relazione alle best practice di cura di una determinata patologia.

La telemedicina e la Legge Gelli-Bianco n. 24/2017

Il tema deve essere affrontato anche sotto il punto di vista della responsabilità. È ormai noto che la Legge Gelli-Bianco n. 24/2017 impone a ogni struttura socio sanitaria, che si avvale anche di prestazioni svolte attraverso la telemedicina, di essere provvista di idonea copertura assicurativa o di analoghe misure per la responsabilità civile verso terzi. L’applicazione high-tech nell’assistenza sanitaria è certamente un grande salto di qualità che richiede, tuttavia, una strategia di gestione in grado di revisionare e di rendere interoperabili le strutture di Information Technologies. È necessario quindi garantire la trasmissione sicura e protetta delle informazioni e dei dati di carattere sanitario in ogni forma, per esempio testi, suoni, videoo immagini, per la prevenzione, la diagnosi, il trattamento e il successivo controllo dei pazienti. Pertanto, ogni struttura sanitaria che intende avvalersi della telemedicina deve possedere un’infrastruttura di telecomunicazione idonea a garantire l’integrità delle informazioni trasmesse, gestite e rese disponibili. La sicurezza informatica dei sistemi e delle reti è di primaria importanza poiché è necessario prevenire ed eventualmente rilevare tentativi di attacchi cyber con strumenti idonei a gestire le vicende post-incident.

Il contributo di Aon

Gli esperti di Aon, altamente qualificati e specializzati nel settore del rischio cyber, partecipano al cambiamento innovativo della telemedicina attraverso l’analisi dei processi organizzativi, delle infrastrutture informatichee studiando la soluzione più efficace nel trasferimento del rischio al mercato assicurativo. In quest’ottica, stipulare una polizza assicurativa consente alla struttura sanitaria di proteggersi da ogni conseguenza potenzialmente derivante da uno scorretto utilizzo delle tecnologie in campo medico.

La telemedicina offre nuove opportunità di miglioramento del servizio sanitario, quali l’equità di accesso all’assistenza sanitaria, la continuità delle cure mediche, la riduzione dei tempi di attesa, la possibilità di fruire della prestazione in tempo reale, l’ottimizzazione delle risorse e il contenimento dei costi. Non si tratta di una specialità medica separata, ma è uno strumento che può estendere la pratica tradizionale oltre gli spazi fisici abituali.

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