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Furto dei farmaci negli ospedali: la sanità italiana continua a rischiare

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Il fenomeno del furto dei farmaci nelle strutture sanitarie consiste nella sottrazione illecita dei medicinali al fine di creare un guadagno. Si tratta di un mercato milionario per la criminalità che, secondo le statistiche, tra il 2006 e il 2013 ha causato un danno complessivo di 18,7 milioni di euro al Servizio Sanitario Nazionale. Dal 2013 a oggi l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha intrapreso diverse iniziative per porre un freno agli eventi furtivi, i quali avevano assunto dimensioni esponenziali.

I dati ufficiali attestano che i furti si concentrano soprattutto nelle regioni più colpite dalle organizzazioni criminali. Gli studi evidenziano che un ospedale su dieci subisce un furto di medicinali e che trentotto province italiane su centodieci hanno avuto almeno un episodio furtivo negli ospedali. Ne è un esempio il caso di cronaca del Policlinico di Bari, quando nel gennaio 2013 i ladri sottraevano, con un unico colpo, farmaci del valore di circa 1 milione di euro.

Secondo le inchieste della magistratura, le dinamiche dei furti avrebbero tutte le stesse caratteristiche e i criminali sarebbero accusati di possedere le informazioni sufficienti su dove colpire e soprattutto quando. I tipi di farmaci rubati sono in particolare quelli più costosi, come gli antitumorali, gli immunosoppressori, gli antireumatici, i biologici e quei medicinali utilizzati come dopanti nel mondo dello sport.

Il periodo in cui si registra un aumento dei furti è la stagione invernale poiché le temperature fredde consentono una migliore conservazione dei farmaci rubati preservandone la qualità.

Gli inquirenti sostengono che sia attivo un mercato parallelo dei medicinali, la cui destinazione non sarebbe ancora chiara. Si ipotizza che l’orientamento del business criminale sia indirizzato verso quei Paesi dove si può creare un alto margine di profitto a causa di sistema sanitario poco efficiente. Altra ipotesi è il mercato parallelo della contraffazione delle confezioni caratterizzato dall’alterazione della data di scadenza dei farmaci. Anche i media e le agenzie di stampa denunciano il fenomeno come un vero e proprio business, nel quale «il farmaco rubato è considerato più prezioso di un gioiello».

Quali sistemi e quali misure di sicurezza sono stati predisposti per proteggersi dai furti?

Nel 2015, a seguito dell’emanazione delle Linee guida per la sicurezza delle farmacie ospedaliere contro il rischio di furti, il c.d. progetto PADLOck, AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) ha diffuso un rapporto sul calo dei crimini con una contrazione di circa dieci volte delle confezioni rubate. Tuttavia, il fenomeno non risulta ancora superato. Aon, in qualità di broker assicurativo delle più importanti realtà della Sanità italiana, sia pubbliche sia private, è testimone di una situazione allarmante considerate le numerose denunce di sinistro ricevute, relative a tali tipologie di evento. Premesso che per ogni struttura ospedaliera è necessaria una specifica valutazione sul rischio dei furti, generalmente i limiti d’indennizzo minimi previsti nelle polizze All Risks hanno un importo di circa 100-200 mila euro, ai quali si dimensionano le relative franchigie in un intervallo di circa 5-10 mila euro.

Le strutture sanitarie sono dunque ancora gravemente esposte al rischio di furti di medicinali e, nonostante la contrazione degli eventi, ci sarebbe ancora molto da fare, sia in termini di prevenzione (interventi sulla struttura degli edifici, sulla logistica interna, sulla predisposizione di misure antintrusione…) sia in termini di protezione (adeguate coperture assicurative).

Recentemente le linee guida sono state revisionate grazie alla sinergica collaborazione tra AIFA, SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie), Farmindustria (Associazione delle imprese del farmaco), ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), AIBA (Associazione Italiana Brokers di Assicurazione e riassicurazione) e la Scuola Superiore S. Anna di Pisa, individuando anche gli strumenti assicurativi quale metodo e approccio per la sicurezza e la riduzione dell’impatto di rischio. Il risultato è stato tradotto in un documento di prevenzione e analisi dei rischi composto da diciotto punti-linee guida grazie ai contributi degli enti di rappresentanza e dei broker assicurativi.

Il fenomeno del furto dei medicinali non dev’essere sottovalutato perché causa danni di grande magnitudo, non solo di natura economica. Si pensi al furto di farmaci oncologici: quale impatto può avere sui pazienti che attendono proprio quelle cure c.d. salvavita? Non si può negare del tempo a chi di tempo purtroppo ne ha poco.

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