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Rivedi il webinar “Pre covid e post covid: come è cambiata la fragilità delle persone”

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Venerdì 23 ottobre si è tenuto il workshop virtuale che ha analizzato in una logica multidisciplinare l’impatto del Covid sull’integrità psico-fisica delle persone, in occasione del quale Giorgia Bonalumi, Cardiochirurgo del Centro Cardiologico Monzino-IRCCS, Juliana Guarize, Pneumologo Interventista dell’Ospedale IEO, Maria Giovanna Luini, Psicoterapeuta del Centro Metis di Psicoterapia e Medicina, Elena Panzera, EMEA HR Director di SAS e Presidente AIDP Lombardia, Claudio Dozio, EMEA HR Director di Aon e Luca Morandi, Health & Benefits Director di Aon, si sono confrontati su come sia radicalmente cambiato il contesto globale e come l’informazione contrastante abbia contribuito ad una visione non omogenea, spesso soggetta ad interpretazioni individuali, della portata di questa malattia.

Dalla discussione è emerso che il Covid è una sindrome infiammatoria sistemica multiorgani, che non esaurisce i suoi effetti con la guarigione, ma che impatta sull’integrità psico-fisica dei soggetti che ne vengono contagiati.

Si è data particolare rilevanza al risvolto psichico, del quale non viene data opportuna rilevanza dai media, ad esempio parlando della Sindrome della Capanna che ormai affligge oltre un milione di italiani e di come la psiche condizioni i comportamenti più o meno virtuosi.

La prevenzione è stata al centro del dibattito, come il ruolo del mercato assicurativo e quello delle aziende per la tutela dei dipendenti e del loro nucleo famigliare. È emerso infatti che il mercato assicurativo ha dei tempi di reazione che possono risultare inadeguati rispetto al repentino cambiamento in atto e che le aziende assumono un ruolo centrale nel benessere delle collettività: oggi è riduttivo abbinare il benessere alle tutele assicurative, peraltro non pienamente efficaci, ma bisogna leggere il contesto in una logica di soluzioni di benessere che coinvolgano i cinque livelli: fisico, psichico, finanziario, sociale ed occupazionale.    

Le aziende assumono quindi un ruolo centrale nella creazione della cultura del benessere e, di conseguenza, nella responsabilizzazione dei singoli sull’importanza degli stili di vita responsabili, ancor più ma non solo, in un periodo così critico come quello che stiamo vivendo.

Anche l’offerta dei servizi in ambito benessere deve adattarsi alle nuove esigenze: da un lato l’offerta assicurativa deve evolversi con particolare riferimento all’ambito psichiatrico e alla prevenzione, ma è proprio nell’offerta integrata di servizi e soluzioni assicurative che va individuata la chiave di lettura del futuro: un fattore critico di successo che certamente impatterà sul livello di engagement e di produttività.

La situazione è certamente molto critica anche dal punto di vista clinico, anche in termini di accesso al sistema sanitario, la responsabilità individuale è elemento fondamentale tanto quanto le iniziative prese da tutti in termini di comunicazione, educazione, generazione di consapevolezza e concreta risposta ai bisogni, anche attraverso soluzioni innovative.

Il personale medico è in prima linea per garantirci la migliore risposta ad un bisogno crescente di responsabilità ma sta alla collettività metterli nelle condizioni di farlo.  

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