Covid-19

Sondaggio Aon: Reprioritizing Risk and Resilience for a Post-COVID-19 Future

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Prima che la pandemia da COVID-19 travolgesse il 2020 portando con sé una crisi economica e sanitaria senza precedenti, la preparazione delle Aziende alla gestione del rischio pandemico era diminuita rapidamente, raggiungendo in 12 anni il minimo storico. Secondo la “Global Risk Management Survey” condotta da Aon nel 2019, il rallentamento economico, la business interruption, il rapido cambiamento degli attori di mercato e l’incapacità di innovare erano tra i primi 10 rischi temuti dalle Aziende. Il rischio pandemico, invece, si trovava in fondo alla lista, occupando il 60° posto su 69 rischi identificati.

Con la diffusione della pandemia, le Aziende hanno avuto difficoltà a fronteggiare rapidamente l’emergenza sanitaria in corso. Aon ha così deciso alla fine del 2020 di realizzare una nuova indagine globale dal titolo “Reprioritizing Risk and Resilience for a Post-COVID-19 Future”, con l’obiettivo di esaminare le modalità con le quali le Organizzazioni hanno reagito alla crisi e come pensano di rimodellare il proprio business nel futuro post-pandemia.

Il primo dato rilevante che emerge dall’indagine è che ben l’82% degli intervistati ha dichiarato che, prima del COVID-19, l’idea di una crisi sanitaria non rientrava tra i rischi considerati principali dalla propria Organizzazione, ritrovandosi così a rispondere con difficoltà alla minaccia pandemica. Ecco allora che per queste Aziende sarà fondamentale in futuro:

  • ridefinire le priorità del rischio;
  • il set dei rischi previsti e probabili;
  • potenziare il ruolo dei Risk Manager in azienda.

Tutti driver che permetteranno alle Aziende di incentivare e promuovere anche la resilienza dei propri dipendenti. La cura delle persone è emersa come una delle principali preoccupazioni delle Organizzazioni e sono molte le Aziende ad aver dato priorità al benessere e alla resilienza operativa della propria forza lavoro durante l’emergenza sanitaria.

Per quanto riguarda, invece, le richieste di risarcimento, l’88% degli intervistati ha dichiarato che la propria Azienda non ha fatto una richiesta di indennizzo relativamente al proprio programma assicurativo, facendo emergere come le Aziende abbiano considerato l’assicurazione una soluzione secondaria per i rischi che hanno affrontato durante il 2020. Nel caso della pandemia la risposta dei governi dei singoli Paesi è stata molto spesso un semplice palliativo e per questo motivo diventa necessario per le Aziende ricercare forme diverse di trasferimento del rischio. Nel prossimo futuro le Organizzazioni dovranno quindi ripensare l’accesso al capitale, così come il settore assicurativo dovrà rinnovarsi in risposta alle mutevoli esigenze delle Aziende, alla crescente volatilità globale e ai rischi emergenti. Le soluzioni di successo per l’era post-pandemica dovranno essere, infatti, più agili, strategiche e mirate, con un cambiamento innovativo che dovrà interessare gli approcci assicurativi tradizionali.

Non c’è dubbio quindi che la pandemia da COVID-19 cambierà per sempre il modo di operare delle Aziende. Tra le priorità principali per coloro che cercheranno di rimodellare la propria Organizzazione ci sono:

  • l’accelerazione tecnologica;
  • la riorganizzazione delle risorse;
  • la pianificazione della forza lavoro;
  • il ripensamento del business.

Ma questo è solo l’inizio. La strategia con la quale le Aziende affronteranno le nuove sfide e la modalità con la quale si stanno preparando al futuro saranno profondamente intrecciati con l’approccio al rischio e alla capacità di resilienza che sapranno dimostrare.

L’indagine promossa da Aon ha inoltre riscontrato delle differenze nel modo in cui le aziende hanno reagito a livello locale: prima del Covid-19, meno del 30% degli intervistati dell’area EMEA aveva un piano pandemico in atto, dato simile a quello del Nord America attestato intorno al 31%, ma molto lontano dal 52% registrato per gli intervistati dell’area APAC (Asia-Pacifico). Nello specifico, le aziende localizzate nell’Asia-Pacifico, hanno costruito programmi pandemici più robusti in risposta a minacce simili già affrontate in passato, come la SARS e l’influenza suina.

Chiaramente la fluttuazione del tasso di infezione da COVID-19 all’interno dei diversi Paesi sta influenzando le fasi in cui si trovano le Aziende rispetto alla pandemia. Aon ha pensato di tracciare tre diversi ambiti per indicare le fasi in cui si possono trovare oggi le Organizzazioni:

  1. reazione e risposta: è la prima fase che ogni Azienda si trova a vivere nel momento in cui scoppia una situazione di crisi o di emergenza; implica che tutte le strategie aziendali siano concentrate sulla gestione dell’evento di crisi, che ha la priorità su tutto il resto;
  2. recupero: è la seconda fase ed è caratterizzata dalla stabilizzazione del business e dal riadattamento organizzativo davanti alla situazione di emergenza;
  3. rimodellamento: terza ed ultima fase, implica il ripensamento della gestione del rischio e la ridefinizione delle priorità dell’Azienda e della sua capacità di resilienza.

L’80% degli intervistati ha riferito che la propria Organizzazione ha già superato la prima fase di “reazione e risposta”, ma questo dato differisce chiaramente da Paese a Paese:

  • il Nord America ha la più alta percentuale di Organizzazioni nella fase di “recupero” (59%);
  • le Aziende dell’Asia Pacifica (APAC) hanno riferito di essere nella fase di “rimodellamento” in un numero maggiore rispetto al benchmark (36% delle organizzazioni APAC rispetto al 29% complessivo), probabilmente data la loro esperienza nella progressione della pandemia.

Nonostante queste differenze, è emerso un tema centrale: più della metà delle Aziende si aspettano che il COVID-19 continui ad avere un impatto sul proprio business per un altro anno.

Indipendentemente dalla situazione in cui si trovano oggi le Organizzazioni, una cosa è certa: quelle più efficaci saranno quelle disposte a:

  1. ridefinire le priorità del rischio davanti a possibili shock;
  2. innovare;
  3. cercare nuove soluzioni;
  4. garantire una forza lavoro resiliente, in grado di adattarsi, comunicare e collaborare tra le diverse funzioni aziendali.

Le recenti ricerche di Aon sull’impatto della pandemia globale e su come le Organizzazioni possono rispondere a questo rischio comprendono anche:

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